Cannabis light

Per capire meglio che cos’è la cannabis light e come nasce questo fenomeno, bisogna necessariamente fare un passo indietro e ripercorrere le tappe della vicenda sin dal momento in cui è entrata in vigore la legge 242/2016 che ne disciplina l’intero processo produttivo, dalla coltivazione alla vendita.

La legge fa riferimento alla produzione di canapa per molteplici finalità; inizialmente non era contemplata la possibilità di coltivare canapa per venderne le infiorescenze, ma visto il dilagare di questo fenomeno il Ministero delle politiche agricole (Mipaaf) è corso ai ripari intervenendo con una Circolare con la quale si autorizza la coltivazione di cannabis light per ricavarne le infiorescenze, quelle appunto che al momento danno euforia al mercato.

Mercato perfettamente legale, il quale però si trova ancora in una zona “grigia”, nella misura in cui manca la “destinazione d’uso” del prodotto, che per la legge può essere venduto solo come prodotto tecnico e non destinato al consumo umano.

Ecco, quindi, che si è arrivati ai giorni nostri e al recente intervento del CSS che ha espresso perplessità e preoccupazione per la salute pubblica alla libera commercializzazione della marijuana light. Un parere senza vincoli legislativi quello del CSS, al quale ha prontamente risposto il Ministero della Salute tranquillizzando il mercato e lasciando intendere che non vi saranno chiusure e divieti ma solo una più attenta regolamentazione.

Perché la cannabis light è legale

La marijuana light è legale perché, come detto, appartiene ad una delle 67 varietà di cannabis iscritte nel registro della comunità europoea e quindi a basso contenuto di THC. Proprio il THC (Tetracannabidiolo) è la sostanza incriminata.

Concentrazioni di questo principio chimico oltre lo 0,2% determina la non liceità della sostanza. La legge 242 dice che il limite di THC tollerato è dello 0,2% fino massimo allo 0,6%.

La legge, inoltre, stabilisce che la produzione e la vendita di infiorescenze non è destinata al consumo umano e che non possono essere oggetto di combustione. La marijuana si può coltivare, vendere e si può detenere tranquillamente, ma non si può fumare. La legge attuale disciplina il commercio di cannabis ma non il suo utilizzo per scopi ricreativi.

Dove si compra la cannabis light

Le infiorescenze di cannabis a basso contenuto di Thc possono essere acquistate nei grow/cannabis/shop, nei bar, nelle erboristerie o ancora meglio online dove l’offerta è davvero ampia e completa. Al dettaglio o all’ingrosso, decine di siti internet offrono le più disparate varietà di marijuana leggera a prezzi concorrenziali, e tutte ovviamente vendute a scopo collezionistico o per uso tecnico come previsto dalla normativa attuale.

In attesa che il legislatore intervenga nuovamente e regoli più compiutamente questo mercato, le infiorescenze di marijuana light sono vendute con l’indicazione di non utilizzare il prodotto per uso umano, quindi facendo attenzione a non ingerirlo o inalarlo.

Ogni confezione al dettaglio o all’ingrosso di cannabis light venduta deve riportare in etichetta le indicazioni circa il reale contenuto di THC (inferiore allo 0,2% e mai oltre lo 0,6%), il numero di Lotto del raccolto e le indicazioni della legge 242/2016 che ne consentono la commercializzazione.

 

Chi fuma cannabis light?

Per una buona risposta è quantomai doveroso approcciare all’argomento senza ipocrisia alcuna.

Punto uno: la cannabis light si può comprare ma non si può fumare. Le persone che comprano erba legale lo fanno solo per deodorarsi l’ambiente in cui vivono o per farne collezione.

Punto due: nessuno compra cannabis light per farne collezione o per profumarsi il bagno o la macchina.

Punto tre: la cannabis light non è economica e costa molto di più della marijuana illegale.

Ipocrisia tutta italiana, direbbe qualcuno. Già, perchè la marijuana light è legale solo e soltanto se acquistata e messa nei cassetti a deodorare la biancheria o in bacheca a far bella mostra di se.

Ma allora perchè la gente non parla d’altro e tutti comprano marijuana leggera? Sarà forse per il fatto che tanti anni di proibizionismo sull’uso della marijuana sta ora lasciando spazio al volere popolare? Non lo sappiamo, e fermo restando che siamo qui non per fare uno spot pubblicitario a favore del consumo di marijuana legale, ma che al contrario invitiamo chi ci legge ad attenersi alle limitazioni poste dalla legge (242/2016), vogliamo capire di più circa i motivi che spingono le persone a comprare marijuana leggera.

La marijuana light è un business milionario che vede la partecipazione di moltissime aziende (la maggior parte delle quali composte da giovanissimi imprenditori), nella cui filiera organizzativa prendono parte coltivatori, commercianti grossisti e rivenditori al dettaglio.

Ma chi sono i veri consumatori di cannabis light? I collezionisti? I maniaci dell’auto in cerca di essenze profumate? Neanche per sogno! Chi compra marijuana light lo fa esclusivamente per fumarla! La differenza tra quella light e quella classica sta nel fatto che la prima è legale e la seconda no.

La cannabis light piace sopratutto ai meno giovani, Augusto è un uomo di 52 anni, sposato e padre di due bambini di 8 e 12 anni. Sono 1 anno e mezzo che Augusto acquista regolarmente 1 volta a settimana una bustina di marijuana leggera, e spiega: “Ho scoperto che esisteva la marijuana light per caso. Passeggiavo in centro città quando ho visto un negozio che aveva nell’insegna la classica foglia di marijuana. Sono entrato e ho chiesto informazioni. Il commesso mi ha spiegato scrupolosamente che la marijuana light è simile alla marijuana tradizionale, ma che il contenuto di tetracannabidiolo (THC) è inferiore al limite stabilito dalla legge italiana. In gioventù ho fatto spesso uso di marijuana. Sono per questo una persona predisposta. L’idea di fumare uno spinello sapendo che questo produca solo uno stato di rilassatezza senza effetti psicoattivi, mi fa cedere alla tentazione di acquistarne una bustina. Da quel momento in poi non ho più smesso, e a casa ho sempre una piccola scorta di questa sostanza”. Augusto è un uomo di mezza età con moglie e figli ma che evidentemente ha ritrovato nella cannabis light il gusto di tornare indietro negli anni e lasciarsi andare con un prodotto che mantiene invariate le proprietà organolettiche della marijuana e non provoca effetti collaterali psicotropi.

Consumo
Leggiamo che il “prodotto non è per uso ricreativo”, e che quindi chi lo compra lo fa esclusivamente per collezione. Non è sempre così, lo sappiamo, ma la legge vieta ancora che la marijuana light, sebbene 100% legale e liberamente coltivabile sia in serra che all’aperto, sia un prodotto venduto per essere fumato.

La destinazione d’uso del prodotto vieta che questo possa essere fumato, inalato o ingerito, ma non che possa essere venduto e conservato in dispensa o nei cassetti. Chi compra marijuana leggera, online o in negozio, abbia l’unica accortezza di non aprire la confezione prima che sia entrato in luoghi privati e lontano da occhi indiscreti.

Sappiate che possiamo acquistare e detenere confezioni di marijuana leggera purchè ancora sigillate. Se aperte, le bustine di erba potrebbero comportare il sequestro del prodotto e successivi esami di laboratorio. Nessuna paura, se il THC è sotto lo 0,6% il prodotto ci sarà restituito e non ci sarà nessuna consequenza penale per i possessori. Cosa diversa, invece, se il prodotto è di dubbia provenienza ed il THC supera la soglia dello 0,6%.
In questo caso scattano automaticamente tutte le procedure previste in caso di detenzione di stupefacenti illegali.

La cronaca di questi tempi è piena di notizie allarmistiche circa la coltivazione ed il consumo di marijuana light.
Ci sentiamo fermamente convinti che intorno questo argomento ci sia molta poca informazione, la quale talvolta genera terrore e falsi stati di allarme che non fanno assolutamente bene a questo settore così fortemente in espansione.

La legge di riferimento circa “l’erba light” è la 247/2016 ribadita e confermata con circolare MIIpaf del 23.05.2018 , la quale stabilisce in maniera inequivocabile che la marijuana con THC sotto lo 0,6% può essere coltivata, venduta e detenuta senza autorizzazione alcuna. Quindi per favore nessun allarmismo, e compriamo tranquilli le nostre infiorescenze “leggere”.

Ecco alcuni punti che è bene chiarire:
1 – La marijuana light NON E’ ILLEGALE! Parliamo di canapa sativa L., quindi di una varietà di canapa assolutamente legale, in Italia allevata e commercializzata da oltre 120 anni.
2 – Si fuma e ci si possono fare anche le tisane sebbene la legge lo vieti chiaramente.
3 – Non “sconvolge” ma lascia addosso uno stato di rilassatezza.
4 – La legge 242/2016 definisce chiaramente che la cannabis light può essere allevata indoor o outdoor e venduta senza autorizzazione. Il Miipaf ha recentemente ribadito tale concetto (circolare del 23.05.2018.
5 – La cannabis leggera non fa assolutamente male, anzi possiamo dire, al contrario, che il contenuto di CBD in essa contenuto ha proprietà salutari certificate.